why
Personaggi:
Heiji Hattori, Kazuha Toyama, Shinichi Kudo, Ran Mouri
Generi: Sentimentale
Rating: PG
Avvertimenti: Song-fic
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}
Disclaimer: La storia,
i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che è relativo
al manga o all’anime di Detective Conan non mi appartengono.
Gli avvenimenti, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò
che non è relativo al manga o all’anime di Detective
Conan sono di mia creazione.
La canzone usata è “Why” di Avril Lavigne.
Il testo è stato preso da Dartagnan.ch.
Why
- Prima Parte -
La ragazza dai capelli bruni finì di togliersi
le scarpe, sistemandole nell’apposito armadietto a fianco
l’ingresso e calzando le morbide ciabatte. Scostò
dal viso un paio di ciocche ribelli e, ripresa la busta di plastica
con cui era arrivata, si avviò sicura nel corridoio, giungendo
nella piccola cucina della casa.
« Kazuha-chan » l’accolse con un
dolce sorriso una donna dall’aspetto ben curato, in un kimono
da casa, intenta a cuocere del riso in una grande pentola.
« Buongiorno, signora Hattori » salutò
a sua volta la giovane, allegra e raggiante.
In pochi minuti e gesti oramai divenuti consueti,
in un silenzio rilassato che profumava di buono, le due, come
facevano da tempo, prepararono la colazione in quella bella giornata
di inizio estate, dove il cielo era limpido e il cinguettio degli
uccellini cullava i mattinieri.
Da un paio d’anni, in casa Hattori, il clima
era cambiato, facendosi più sereno e intenso,
positivamente parlando. Un sottile filo rosso aveva legato ciò
che da tempo era tenuto insieme da qualcosa di altrettanto forte.
La signora Shizuka lanciò un’occhiata
contenta alla ragazza che la stava aiutando, senza che questa
si accorgesse di nulla; fischiettava un motivetto insensato, sistemando
quattro scodelle sul basso tavolino della stanza attigua. Sembrava
così felice e questo la rallegrò molto.
Anche se…
« Tesoro, perché non vai a chiamare quel
pigrone di Heiji? » le chiese avvicinandosi. « Qui
finisco io » aggiunse, inginocchiandosi lì accanto.
Kazuha si fermò e si voltò a guardarla. Fu
un attimo, eppure fin troppo veritiero: la sua espressione si
era rabbuiata, prima di tornare serena e tranquilla mentre annuiva
lentamente, alzandosi e uscendo dalla stanza.
Shizuka seguì ogni suo movimento di sottecchi,
preoccupata.
Qualcosa non andava.
Ma non riusciva a capire cosa.
To
be continued?