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Twin of

Ojisan!

Un nuovo crimine. Il solito Kogoro a sparare risoluzioni insensate. Il solito Conan a rimettere insieme gli indizi.
Ordinaria amministrazione.
O forse no?

{Capitolo Unico}

At the beginning

Ora sapeva cosa provava suo padre quando si trovava davanti ad un intricato delitto. Era sicuro di sentire quello che anche lui sentiva. Non era più un gioco, il suo ruolo non era più quello di uno osservatore. Era diventato colui che reggeva la matassa ingarbugliata. Colui che avrebbe trovato il bandolo.

{Capitolo Unico}

Out Of frame

Quella che spero diventi una piccola raccolta di drabbles "fuoricampo" su Detective Conan! ^^

{The Ironies of Life}
{The Scream}
{Cathartic Moment}
{Women...}

{Hopeless}

Other Projects

Qui di seguito troverete la presentazione di alcune fanfic che devo ancora finire di scrivere, ma che spero di postare presto! ^^
Alcuni sono solo estratti di capitolo!

{Time Out}
{Why}
{Memento Mori}

Link me!


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Credits

Graphic by Eneri
Layout by Dulcis in Fundo
Images © Gosho Aoyama

Brushes by:
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Le fanfiction presenti in questo sito sono state scritte da Eneri. Ogni forma di scopiazzatura è vietata.

 

 

why

Personaggi: Heiji Hattori, Kazuha Toyama, Shinichi Kudo, Ran Mouri
Generi: Sentimentale
Rating: PG
Avvertimenti: Song-fic

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Disclaimer: La storia, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che è relativo al manga o all’anime di Detective Conan non mi appartengono. Gli avvenimenti, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che non è relativo al manga o all’anime di Detective Conan sono di mia creazione.
La canzone usata è “Why” di Avril Lavigne. Il testo è stato preso da Dartagnan.ch.



Why

- Prima Parte -


  La ragazza dai capelli bruni finì di togliersi le scarpe, sistemandole nell’apposito armadietto a fianco l’ingresso e calzando le morbide ciabatte. Scostò dal viso un paio di ciocche ribelli e, ripresa la busta di plastica con cui era arrivata, si avviò sicura nel corridoio, giungendo nella piccola cucina della casa.
  « Kazuha-chan » l’accolse con un dolce sorriso una donna dall’aspetto ben curato, in un kimono da casa, intenta a cuocere del riso in una grande pentola.
  « Buongiorno, signora Hattori » salutò a sua volta la giovane, allegra e raggiante.
  In pochi minuti e gesti oramai divenuti consueti, in un silenzio rilassato che profumava di buono, le due, come facevano da tempo, prepararono la colazione in quella bella giornata di inizio estate, dove il cielo era limpido e il cinguettio degli uccellini cullava i mattinieri.
  Da un paio d’anni, in casa Hattori, il clima era cambiato, facendosi più sereno e intenso, positivamente parlando. Un sottile filo rosso aveva legato ciò che da tempo era tenuto insieme da qualcosa di altrettanto forte.
  La signora Shizuka lanciò un’occhiata contenta alla ragazza che la stava aiutando, senza che questa si accorgesse di nulla; fischiettava un motivetto insensato, sistemando quattro scodelle sul basso tavolino della stanza attigua. Sembrava così felice e questo la rallegrò molto.
  Anche se
  « Tesoro, perché non vai a chiamare quel pigrone di Heiji? » le chiese avvicinandosi. « Qui finisco io » aggiunse, inginocchiandosi lì accanto.
  Kazuha si fermò e si voltò a guardarla. Fu un attimo, eppure fin troppo veritiero: la sua espressione si era rabbuiata, prima di tornare serena e tranquilla mentre annuiva lentamente, alzandosi e uscendo dalla stanza.
  Shizuka seguì ogni suo movimento di sottecchi, preoccupata.
  Qualcosa non andava.
  Ma non riusciva a capire cosa.

  To be continued?