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Twin of

Ojisan!

Un nuovo crimine. Il solito Kogoro a sparare risoluzioni insensate. Il solito Conan a rimettere insieme gli indizi.
Ordinaria amministrazione.
O forse no?

{Capitolo Unico}

At the beginning

Ora sapeva cosa provava suo padre quando si trovava davanti ad un intricato delitto. Era sicuro di sentire quello che anche lui sentiva. Non era più un gioco, il suo ruolo non era più quello di uno osservatore. Era diventato colui che reggeva la matassa ingarbugliata. Colui che avrebbe trovato il bandolo.

{Capitolo Unico}

Out Of frame

Quella che spero diventi una piccola raccolta di drabbles "fuoricampo" su Detective Conan! ^^

{The Ironies of Life}
{The Scream}
{Cathartic Moment}
{Women...}

{Hopeless}

Other Projects

Qui di seguito troverete la presentazione di alcune fanfic che devo ancora finire di scrivere, ma che spero di postare presto! ^^
Alcuni sono solo estratti di capitolo!

{Time Out}
{Why}
{Memento Mori}

Link me!


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Graphic by Eneri
Layout by Dulcis in Fundo
Images © Gosho Aoyama

Brushes by:
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Le fanfiction presenti in questo sito sono state scritte da Eneri. Ogni forma di scopiazzatura è vietata.

 

 

Time out

Personaggi: Heiji Hattori, Conan Edogawa, Nuovo personaggio
Generi: Suspance, Azione
Rating: PG13
Avvertimenti: //

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Disclaimer: La storia, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che è relativo al manga o all’anime di Detective Conan non mi appartengono. Gli avvenimenti, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che non è relativo al manga o all’anime di Detective Conan sono di mia creazione.



Time Out


- Prologo -


  Osaka – 23 Aprile, 9.52 ca.

  Il monotono ticchettio continuava a scandire i secondi, riecheggiando sulle pareti e ferendo con ogni nuovo ‘tic tac’ le orecchie dei tre. La tensione aveva abbandonato l’aria già da un po’, per lasciare spazio a una cupa e rassegnata consapevolezza.
  « Sembra che il destino sia davvero venuto a bussarci alla porta » sorrise tristemente uno del terzetto, appoggiato alla parete con gli occhi chiusi e il viso rivolto verso l’alto, come se si stesse godendo una brezza che solo lui poteva cogliere. Le sue parole interruppero per qualche istante il suono del timer, distogliendo gli altri due dai loro pensieri. Un breve, vano, istante.
  La donna non proferì parola, continuando a tenere premuto il panno, ormai lordo di sangue, sulla ferita alla gamba. Non sentiva più un briciolo di forza in corpo, la testa le pareva un macigno e talvolta la vista le si offuscava. Però continuava a stringere quella pezza cremisi, come fosse la sua ancora di salvezza. E in fondo, non aveva nient’altro in cui sperare.
  Il ragazzino, al contrario, seguitò a guardare fissò il marchingegno esplosivo che aveva davanti, torturandosi un labbro con i denti.
Possibile che quella fosse davvero la fine? Che dovesse morire in quel posto? Che non potesse dire addio a lei?
  Si frugò nella tasca dei pantaloncini, tirandone fuori quello che sembrava un grosso orecchino a pendente. Schiacciò il tasto di accensione, ma niente. Batteria andata. Neanche un misero perdonami
  Abbassò il viso e i suoi occhiali tondeggianti divennero specchi di luce, nascondendo il limpido sguardo azzurro.
  Quelli sarebbero stati i suoi ultimi otto minuti.
  Come avrebbe dovuto impiegarli?

  To be continued?