




Uomini e donne, reduci di un’epoca cesellata di leggenda,
agiscono per sovvertire le sorti di un mondo ignaro e di persone il cui
unico scopo è quello di raggiungere il più famoso e ambito
dei tesori, il One Piece.
Ma il nuovo Re dei Pirati, colui che conquisterà ancora una volta
ricchezza, fama e potere, sarà solo uno.
« Non peccare di presunzione, Eve. Gli eredi sono quattro, i pretendenti
molti. Non sarai tu a scegliere chi diventerà Re dei Pirati e come
egli deciderà il futuro di ciò che resta del mondo ».
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æ Capitolo VII æ
Disclaimer: La storia, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che è relativo al manga o all’anime di One Piece non mi appartengono. Gli avvenimenti, i personaggi, gli ambienti e tutto ciò che non è relativo al manga o all’anime di One Piece sono di mia creazione.
ATTENZIONE: La storia si svolge circa due anni dopo che i nostri sono entrati nella Rotta Maggiore e dopo la saga di Water Seven e di Enies Lobby, di cui ci potranno essere possibili riferimenti.
Heavenly Eve
(The real epoch of pirates)
- VII -
[Madame]
Scivolò lungo il vicolo con le spalle
al muro, seguendo attentamente quello scoordinato rumore di passi e le parole
prive di senso che il vecchio ubriaco stava biascicando.
Era una notte senza luna, una notte perfetta per sfruttare
al meglio le ombre dei vicoli e delle case diroccate, cupe sagome sotto
un cielo stellato e silente.
Rimase con la schiena incollata alla parete, finché
l’uomo non si allontanò nella via adiacente. Le era stato raccomandato
di usare la massima discrezione e così avrebbe fatto: l’anticipo
era stato tra i migliori che avesse mai avuto, quindi perché deludere
la sua cliente?
Quando le sembrò che la via fosse libera, sgusciò
al di là dell’angolo, percorrendo silenziosa e lesta la strada
maleodorante e umida. Il mantello frusciava appena, mentre i suoi passi
erano poco più udibili: per l’occorrenza aveva preferito un
paio di stivali da uomo invece dei soliti tacchi, così da passare
indisturbata: se in quella zona fosse transitata una donna, una come lei
poi, sarebbe stato difficile essere discreti.
Arrivò alla fine della strada, voltando a destra per
un vicolo che aveva più l’aspetto di un canale di scolo e poi
a sinistra, anche se troppo velocemente, tanto che se ne pentì. Dalla
direzione opposta venivano tre uomini che agitavano altrettante bottiglie
mezze vuote di alcolici, tentando di mettere due parole insieme coerentemente.
Lei non esitò; passò al loro fianco, nella penombra del palazzo,
così silenziosa da non essere sentita ma così vicina da essere
percepita; le fu lanciata solo una bieca occhiata, prima che uno dei tre
ubriaconi sbottasse in un sonoro rutto, facendo ridere gli altri due.
La donna tirò un sospiro di sollievo, appuntandosi
di non essere più così frettolosa, nonostante ormai fosse
quasi arrivata alla sua meta.
Si fermò ad un’altra svolta, non sentendo
alcun rumore. Attraversò la sinuosa via tra le case lugubri e apparentemente
disabitate, arrivando all’ennesimo angolo, dove prese a sinistra,
fino ad una nera porta scrostata di una casa dalle finestre inchiodate.
Si guardò intorno un’ultima volta, quindi spinse con una mano
l’uscio che, silenzioso, scivolò sui cardini, rivelandole solo
l’oscurità più totale.
Entrò, richiudendosi la porta alle spalle e lasciando
fuori quel malsano quartiere.
« Sono contenta di vederti, Maygan
» esordì una voce nella tenebra. La donna non si scompose,
indirizzando la sua attenzione verso quello che doveva essere il fondo della
stanza. Dalle assi che bloccavano le finestre filtravano solo brevi sprazzi
di luce, insufficienti per dare un’occhiata generale all’ambiente.
« Ho le informazioni che volevi, Madame »
rispose diretta, rimanendo immobile. Non aveva paura, perché la paura
non era una buona amica nel suo secondo lavoro.
Una scintilla baluginò nell’oscurità
e subito dopo si accese una lanterna, appoggiata su un vecchio tavolo scialbo,
al cui fianco era posto un seggio piuttosto logoro. La figura seduta su
di esso, drappeggiata in una cappa color notte, le fece cenno di avvicinarsi
e lei lo fece, fino ad arrivarle ad un paio di metri di distanza.
« Hai fatto presto » continuò la mandante,
accomodandosi meglio sulla sedia. La luce le illuminava appena il viso completamente
fasciato, nascosto nella penombra del cappuccio.
« Ho avuto fortuna » fece spallucce la donna,
prima di calare il suo di cappuccio e rivelare una sgargiante chioma biondo
oro, pettinata in una rigida treccia, e due felini occhi color verde acqua.
« Lieta di sentirtelo dire » disse a sua volta
l’altra, invitandola a sedersi con un gesto della mano bendata. «
Non voglio farti perdere altro tempo ».
« Rimango in piedi, grazie ».
Detto questo, frugò con una mano sotto il mantello,
rivelando un paio di pantaloni di pelle attillati e una vaporosa camicia
da uomo, oltre ad una pistola fissata alla vita. La mano riemerse con il
volantino sgualcito di un ricercato che passò alla donna seduta.
Questa lo guardò brevemente, prima di riporlo sul
tavolo, facendo un cenno col capo all’altra.
« Da quello che ho saputo sembra che vogliano fermare
quel pirata a tutti i costi, sta causando un sacco di problemi » iniziò,
senza scostare gli occhi da quelli ambra e attenti della sua cliente. «
E per farlo stanno organizzando qualcosa di importante, un progetto chiamato
“Cleansing” ».
La donna seduta assottigliò lo sguardo, pensando.
« Hai saputo di cosa si tratta? » domandò
con tono serio.
« Nello specifico no, sembra che non ne sapesse
molto neanche l’idiota che ho abbindolato e posso capirne anche la
ragione » rispose con una smorfia la bionda. Madame
rise appena, prima di lasciarla continuare. « Pare, comunque, che
sia un’operazione pensata non solo per lui – e accennò
al volantino – ma anche per altri pirati. Una specie di pulizia dei
mari… Non sono tranquilla » confessò, tormentandosi involontariamente
un labbro. Era strano, si disse corrugando la fronte: stava parlando con
quella donna come se si conoscessero da una vita e non con il solito tono
che aveva con gli altri clienti: avvertiva qualcosa di diverso in lei, qualcosa
che le induceva a fidarsi. E questo non andava bene.
« Non lo sono neanch’io » confermò
pensierosa la mandante senza guardarla e riprendendo in mano il volantino.
« Hai saputo se conoscono la sua attuale locazione? » continuò
a chiedere, osservando il foglio sgualcito con uno sguardo lontano.
« No, dice che ne hanno perse le tracce settimane
fa ».
« Capisco » sorrise beffarda, rimuginando
ancora un po’ mentre fissava quel volto stampato, prima di riprendere.
« Questo progetto quando verrà attuato? ».
« Non lo sapeva » soffiò l’altra.
« Ma da quello che ha detto i preparativi sembrano lunghi e complessi…
ha parlato di molte navi e uomini scelti, addestrati con cura. L’ha
chiamata “armata invincibile” » sbuffò con un gesto
seccato della mano.
« Gli uomini tendono sempre a fare i gradassi, specialmente
se ubriachi » le fu riso in risposta, prima di un nuovo silenzio meditabondo.
« Cosa hai saputo degli altri? ».
La donna ci pensò un attimo. « Del Rosso
non molto: l’ultimo avvistamento risale a circa due settimane fa su
un’isola chiama Fulham, ma… ».
« Fulham Island? » interruppe con una punta
di incredulità ben percepibile nella voce.
Maygan annuì con sguardo curioso, confermando.
Madame si morse il labbro, lanciando ancora una volta un’occhiata
al volantino.
« Poi? » tagliò corto.
« Nient’altro su di lui, perse di nuovo le
tracce » concluse la bionda con un sorriso divertito « Da come
ne parlava sembra un tipo interessante » aggiunse, leccandoli le labbra
appena secche, gli occhi maliziosi.
« Fin troppo » mormorò con un sospiro
e una scrollata di capo la mandante. « Dell’ultimo? Sapeva niente?
» il suo tono si fece nuovamente serio.
« Ha detto che si stava dirigendo a Port Goer ».
« Perfetto » concluse Madame.
Prese il volantino del ricercato e lo avvicinò
alla fiamma della lanterna che, lentamente, iniziò a lambirne i bordi,
bruciandolo. Maygan lo osservò, diversi pensieri le frullavano in
testa. Sapeva che la curiosità era un’altra cattiva compagnia
in quel momento, ma non riuscì a farne a meno.
« Cento milioni di Berry non sono uno scherzo »
sentenziò, mentre la locandina, fatta cadere sul tavolo, si accartocciava
su se stessa. « Girano un sacco di voci su di lui, specialmente su
ciò che è accaduto ad Alabasta… » aggiunse, fissando
la sua cliente che, con il gomito appoggiato al tavolo e la mano a sorreggerle
il viso, guardava con sguardo assente ciò che rimaneva del manifesto;
si inumidì le labbra, unica parte del volto, insieme agli occhi,
a non essere fasciata dalle bende bianche.
« Fidati di quelle voci » mormorò senza
fissarla. « Al governo non piace riconoscere meriti a chi intralcia
i suoi piani, specialmente se pirati ». Il tono fu piatto, anche se
Maygan percepì una vena di disgusto, ma rimase in silenzio. Mai come
in quel momento fu attirata dal conoscere gli scopi di quella sua cliente
che in giro si faceva chiamare da tutti Madame.
« Tieni » disse d’un tratto la mandante,
appoggiando sul tavolo un sacchetto di stoffa tintinnante. La bionda prese
la borsa, aprendola e fissandone il contenuto. Rimase a bocca aperta.
« Ma… è più di quanto avevamo
pattuito » disse con sospetto, anche se la cosa non le dispiaceva.
Madame sorrise.
« Sono cinquecento mila Berry » spiegò
con un sorriso, prima di farsi seria e guardandola quasi come volesse trapassarla
da parte a parte. « Vorrei che per un po’ lasciassi quest’isola
».
Maygan la fissò senza capire, prima di corrugare
la fronte e accennare un passo indietro. C’era qualcosa che non le
piaceva; la stanza si era fatta improvvisamente troppo silenziosa e angusta
per i suoi gusti.
« Perché? » domandò tagliente,
i sensi allerta, come un gatto messo all’angolo.
L’altra donna non si scompose, fissandola calma.
« Fa conto che questo sia un nuovo incarico. Mi
servono almeno tre settimane su quest’isola e non posso rischiare
che qualcuno venga a sapere ciò che hai fatto per me ».
« Sono stata attenta, come mi avevi chiesto! »
l’accusò, stringendo il denaro. Se doveva scappare, non avrebbe
di certo restituito quella somma: il lavoro era stato fatto e lei era l’ultima
persona al mondo da chiamare santa.
Madame sospirò pesantemente.
« Ti ho trovata perché ho sentito parlare
di te. Alcuni conoscono la tua seconda attività e io non posso permettermi
indiscrezioni ». La sua voce cominciava ad assumere un tono duro,
che irrigidì l’interlocutrice, ma Maygan riuscì a ridere
a quell’assurdità.
« Dovrei sparire nel nulla, senza dire niente a
nessuno, vero? Non pensi che dove lavoro si insospettiranno? ». Con
la coda dell’occhio adocchiò le finestre ai lati della stanza,
che purtroppo non si rivelarono punti di fuga: tutte erano ben inchiodate.
Però la porta non era lontana e, abituata com’era a svignarsela,
ce l’avrebbe fatta con tranquillità. Sfortunatamente, le successive
parole della sua ormai ex cliente la fecero rabbrividire.
« Potrebbero pensare che qualche pirata che hai
intrattenuto ti abbia portato via con sé » iniziò a
ipotizzare con tono mellifluo l’altra. « O che tu non sia riuscita
a soddisfarne qualcuno che ha preferito ucciderti » calzò
su quell’ultima parola, così da far intendere meglio il significato
alla bionda che aveva di fronte. Maygan la fissò per la prima volta
con terrore, tentando di dire qualcosa. Madame sospirò. « Non
voglio farti del male, solo allontanarti ».
Detto questo non le lasciò il tempo di replicare
e si abbassò a soffiare sulla lanterna, che si spense, facendo piombare
l’ambiente nella completa oscurità.
Maygan, colta da un improvviso brivido di paura, si voltò
di fretta, tentando di individuare nel buio la porta e ricordandosi troppo
tardi della pistola che aveva al fianco. Fece per muoversi e scappare da
quell’esito disastroso che aveva preso la vicenda, quando sentì
due mani afferrarla per le braccia e la presenza di qualcuno davanti a lei.
Un grido le sfuggì dalle labbra.
« Te l’affido, Hurui » mormorò
da un punto imprecisato Madame, mentre la bionda tentava in tutti i modi
di liberarsi, inveendo e agitandosi.
Quei movimenti durarono ancora qualche attimo, prima di
cessare improvvisamente in un grido strozzato che si disperse alla svelta.
Il silenzio si rinnovò, e qualche attimo dopo una
figura incappucciata lasciò la casa.
To be continued?